
Profili penali del triage in pandemia
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La condizione per cui, nel medesimo spazio-tempo, l’estrema scarsità di risorse sanitarie si deve confrontare con l’eccezionale numerosità di vite da salvare, accede a quella dimensione umbratile in cui la natura comunque ha sconfitto. Eppure, proprio come per il chiaroscuro, le ombre di questa sconfitta necessitante permettono forse una migliore identificazione dei volumi, dei materiali e dello spazio di taluni concetti giuridici.
Difficile da articolare durante la fase più vibrante e drammatica del fenomeno, una riflessione giuridica che non sia esclusivamente legata alla cinica casistica del tragico, potrebbe rivelarsi di qualche interesse. Non tanto, o non solo, rispetto al come e al perché del comportarsi dinanzi a un’eventuale ulteriore massiva emergenza pandemica, quanto piuttosto rispetto al cosa.
Ovvero rispetto al catalogo di taluni degli elementi dell’esistenza in (e di) uno Stato democratico di diritto: dimensione qualitativa e quantitativa del bene giuridico vita, rischi e modi di discriminazione mortifera tra esseri umani, concettualizzazione di un comportamento giuridicamente responsabile all’interno di un contesto naturalisticamente dominato dall’imperscrutabile arbitrio del caso.
