Il diritto alle ferie e la sua monetizzazione

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COD: 9791221110937 Categoria:

Nel 1957, autorevole dottrina osservava che «quanto alle ferie bisogna riconoscere che questa concessione è istituzione recente: segno che non rappresenta un’esigenza addirittura primordiale del lavoratore, per quanto si sia ormai generalizzata a tutti i lavoratori». Queste parole, probabilmente, possono destare stupore nel lettore contemporaneo, se si pensa che oggi il diritto alle ferie è sancito a chiare lettere da una pluralità di fonti normative, compresa la Costituzione e le più importanti convenzioni internazionali in materia di diritti umani.
Eppure, com’è stato rilevato, «il diritto alle ferie è una conquista dell’uomo moderno che […] aspira al riconoscimento di un diritto al tempo libero». Invero, l’opinione prevalente in proposito ritiene che tale situazione giuridica soggettiva sia indirizzata non soltanto a garantire un momento di riposo, funzionale alla tutela della salute del lavoratore, ma anche ad assicurargli un intervallo nel quale egli possa dedicarsi liberamente alla propria sfera extra-professionale. Ciò non toglie ovviamente che, sul piano terminologico, sia senz’altro possibile utilizzare la locuzione «riposi annuali» come sinonimo di ferie, in ragione del fatto che esse offrono comunque un periodo di ristoro dalle fatiche dall’attività lavorativa, che viene stabilito con riferimento all’anno. Tale scelta lessicale poi non smentisce la complessità degli interessi che, come si è poc’anzi notato, devono ritenersi coinvolti nell’esercizio del diritto in discorso il quale, in questo senso, può essere giustamente considerato un diritto della modernità.

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