Giudicato penale e diritti fondamentali in area CEDU

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COD: 9788892135192 Categoria:

La teoria delle fonti e l’ermeneutica postmoderna confermano la cogenza della
giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. Dalla violazione convenzionale
sorge una responsabilità internazionale dello Stato che non ottemperi
all’obbligo di rimuovere la situazione di perdurante illegittimità, scongiurando
infrazioni future. In una prospettiva comparata si analizza la complessità del
c.d. dialogo intergiurisprudenziale fra la Corte europea, i giudici costituzionali
e i giudici interni. Alcuni celebri casi dimostrano l’incertezza degli strumenti
processuali preposti all’ottemperanza delle sentenze europee, testimoniando il
vano affastellarsi dei rimedi nella prassi interna e il sorgere di un danno da difficoltà
interpretativa. Al di là delle soluzioni legislative oggi riflesse nel nuovo
rimedio disciplinato nell’art. 628-bis c.p.p. (d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150), è il
metaprincipio della «massima tutela dei diritti» a fungere da irrinunciabile risorsa
ermeneutica per cogliere il rimodellamento incrementale della prevedibilità
del precetto penale e la duttilità del giudicato penale rispetto al
riconoscimento dei diritti umani, nel progressivo affermarsi della “giurisprudenza-
fonte”.

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