
Il bilancio consolidato
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Il crescente diffondersi dei gruppi aziendali come modello organizzativo dell’attività economica delle imprese pone interessanti sfide per la dottrina e la pratica aziendale, tra cui, solo per citare alcuni esempi, il rischio derivante dalla concentrazione di “potere economico” in capo ad un’unica entità, con la conseguente problematica antitrust che ne deriva, le difficoltà di gestione presenti in gruppi con catene di partecipazione molto estese e l’analisi delle possibili economie relative alla tipologia di imprese presenti all’interno del gruppo stesso.
Già da tempo, come avremo modo di vedere nel corso di questo volume, la dottrina aveva messo in luce la necessità di predisporre un bilancio che fornisse una rappresentazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria non solo delle singole società che del gruppo fanno parte, ma, appunto, del gruppo nel suo insieme.
Detto bilancio del gruppo, noto come “bilancio consolidato”, è divenuto – seppur con alcune eccezioni soprattutto legate ai gruppi di modeste dimensioni – obbligatorio per le imprese del nostro Paese solo a partire dall’emanazione del D.Lgs. 127/1991.
Il presente volume analizza le questioni metodologiche inerenti alla predisposizione del bilancio consolidato, concentrandosi sulle principali tecniche di consolidamento dei conti annuali delle imprese.
Il lavoro prende le mosse dall’esame dei principi generali relativi al consolidamento dei conti annuali delle imprese e dalla definizione dell’area di integrazione (Capitolo I), passando in rassegna sia il contesto normativo italiano, sia quello relativo ai principi contabili internazionali.
