
Christianismus de hoc mundo
35,00 €
Già nel titolo del libro [“Christianismus de hoc mundo”] viene a esprimersi il senso dell’impegno dell’Autore, attento ad una revisione della accezione storiografica corrente: volta a magnificare la incidenza del Primo Cristianesimo sulla realtà del tempo, venendo così a “cristianizzarla”. Meno sentito il tema di quanto sia stata invece quella composita realtà umana ad operare sui modi del Cristianesimo nascente: tanto da confortare la tesi che – nei primi secoli cristiani – non tanto sia stato il Verbo a “cristianizzare” la Romanità, quanto sia stata questa a “romanizzare” – in più d’un tratto – il Cristianesimo: tanto da fare del Cristiano un “civis optimus”. È un tale Cristianesimo quello che vien riconosciuto lecito e man mano accolto dalla Autorità Imperiale: in tal misura da fare dell’inscindibile binomio “trono-altare” il fondamento primo della Autorità Imperiale. Di qui un successivo svolgersi [in forme svariatissime] di questo fondamentale “binomio teo-politico”: per come destinato ad atteggiarsi – per lunghi e lunghi secoli – a fattore qualificativo della compagine europea.
